Come aprire una start-up e avviare l’attività

Idea, Plan, Action per aprire una start-upDecidere di aprire una start-up può rappresentare un’ottima soluzione in fasi congiunturali di crisi economica con carenza di posti di lavoro alle dipendenze, ma può anche essere un obiettivo raggiungibile per chi desidera mettersi in proprio e concretizzare un’idea imprenditoriale.

Prima di entrare nel merito di come aprire una start-up, è opportuno precisare che con il termine start-up si farà riferimento nel prosieguo alla costituzione e all’avvio di un’attività di qualsiasi settore, non necessariamente innovativo o legato alle nuove tecnologie, bensì anche una realtà che operi in mercati tradizionali e a basso contenuto di conoscenza.

Progettare e avviare una start-up è un processo che richiede tempo e si sviluppa in fasi successive, partendo dall’ideazione fino al realizzazione e alla crescita progressiva dell’impresa. Di seguito i punti principali per passare dalla visione alla pratica.

Idea e sua analisi

Il primo passo è necessariamente quello di individuare che tipo di attività svolgere, quale sarà l’ambito di operatività dell’azienda.

E’ forse il punto più importante e difficile da definire, dal quale prendono vita tutti i passi successivi che ad esso sono connessi.

L’idea d’impresa può nascere in diversi modi, da un’intuizione sulle tendenze economiche, dalla soddisfazione di un bisogno, dall’osservazione dell’ambiente circostante, dallo studio dei mercati esteri, dalle proprie capacità e competenze, dal miglioramento di prodotti o servizi esistenti, dall’evoluzione di vecchi mestieri e molto altro.

Una volta focalizzata una possibile iniziativa imprenditoriale, è consigliabile procedere con un’analisi di mercato per valutare se vi siano le opportunità per realizzare concretamente l’idea e quali siano i rischi. Si dovrà valutare il grado di novità, la presenza di concorrenti e la loro dimensione, il livello della domanda dei potenziali clienti, la presenza di eventuali partner, ecc.

Qualora l’esito dell’analisi di mercato sia positivo si potrà procedere con la fase successiva, altrimenti si dovrà riconsiderare l’idea e modificarla in parte o ripensarla totalmente.

Redazione business plan

Individuata l’iniziativa da intraprendere e verificata la sua possibile penetrazione sul mercato di riferimento, il secondo passo per aprire una start-up prevede la redazione di un business plan.

Con il business plan è possibile valutare la fattibilità dal punto di vista prettamente economico-finanziario dell’idea d’impresa, in quanto tale documento ha la funzione di rappresentare in una visione prospettica lo sviluppo dell’azienda, descrivendo la strategia da seguire, gli obiettivi da raggiungere, la pianificazione economica, gli strumenti e le risorse necessarie.

E’ solo attraverso la predisposizione di un business plan che l’aspirante imprenditore può effettivamente rendersi conto, prima di esporsi con denaro reale, di quale sarà l’impegno economico richiesto dal progetto e quali saranno i relativi ritorni in termini di utili d’impresa.

E’ altamente rischioso pensare di avviare una start-up senza il supporto preventivo di un business plan che evidenzi in anticipo gli aspetti positivi e negativi della futura attività, nonché la sua convenienza e fattibilità.

Forma giuridica e apertura P.IVA

Accertato il fatto che il business plan conferma la validità dell’iniziativa imprenditoriale e la sua possibilità di sviluppo futuro, lo step successivo consiste nel dare attuazione a quanto pianificato.

Per quanto concerne la scelta della forma giuridica della nuova attività, solitamente già individuata in precedenza, questa dipende essenzialmente dalla decisione di lavorare in maniera autonoma o con la partecipazione di soci.

Nel primo caso, per esempio, si può scegliere di operare come libero professionista, come ditta individuale o, qualora si desideri tutelarsi dalla responsabilità personale, come società a responsabilità limitata (srl unipersonale) con unico socio, come società a responsabilità limitata semplificata (srls unipersonale) con unico socio o come società per azioni con unico socio (spa unipersonale).

Qualora invece vi sia la collaborazione di due o più soci, le principali forme giuridiche distinguono tra la società in nome collettivo (snc), la società in accomandita semplice (sas), la società a responsabilità limitata (srl), la società per azioni (spa) e la cooperativa.

L’apertura della P.IVA e l’eventuale costituzione della società, nonché la conclusione di tutti i relativi adempimenti, determinano la nascita della nuova realtà economica.

Ricerca capitali, finanziamenti e partner

Al di là delle pure spese inevitabili per aprire una start-up, tra cui la redazione del business plan, l’apertura della P.IVA, la costituzione della società, le consulenze di professionisti, ecc., per le quali si possono comunque richiedere contributi o finanziamenti, è nella fase di avvio dell’attività che si manifesta l’esigenza di reperire capitali a supporto del business.

Tali fonti di finanziamento si possono ricercare tra:

Oltre alla ricerca di capitali per far fronte alle varie spese come la sede operativa, le attrezzature, gli arredi, il personale, il sito web, la pubblicità e in generale l’allargamento efficace del lavoro, una parte importante per avviare una start-up nel modo migliore, la riveste la rete di fornitori e partner.

I fornitori e i partner che collaborano con la start-up devono essere selezionati in maniera attenta e precisa, devono rispettare le condizioni pattuite, partecipando in tal modo alla buona riuscita dei reciproci affari.

Sviluppo del business

L’ultimo punto riguarda lo sviluppo del business, processo che non si esaurisce mai, in quanto accompagna tutta la vita dell’impresa.

Oltre alle linee guida delineate nel business plan, fondamentale in questa fase è la predisposizione di un piano marketing che definisca la strategia per aumentare le vendite, per promuovere l’attività, per migliorare l’immagine aziendale, nonché le modalità operative per conseguire tali obiettivi.

Può essere prevista anche la creazione di una rete commerciale per allargare la zona di riferimento.

Distinguendo i diversi mercati nei quali può operare la nuova organizzazione, si possono applicare tecniche specifiche per l’incremento del giro d’affari:

  1. tecniche per il mercato B2B (business to business);
  2. tecniche per il mercato B2C (business to consumer).

In conclusione, una volta chiarito come aprire una start-up, sarà il successivo percorso per avviare una start-up che determinerà la buona riuscita del progetto iniziale. Non si possono comunque non mettere in conto anche eventuali problematiche, che si manifestano durante l’effettivo esercizio dell’attività, difficoltà e sbarramenti che facciano ripensare e correggere l’iniziale strategia, per poter poi proseguire il cammino nella direzione desiderata.

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