Costi fissi e costi variabili, differenza, calcolo, esempi

Abaco per costi fissi e costi variabiliDistinguere tra costi fissi e costi variabili e calcolarne il rispettivo ammontare, è di fondamentale importanza per qualsiasi realtà economica, tanto nella fase di avvio quanto durante il normale ciclo di vita dell’impresa.

Infatti quando si inizia una nuova attività imprenditoriale o un nuovo progetto per un’azienda esistente, è opportuno al fine di evitare costosi imprevisti, predisporre un business plan nel quale vengono definiti costi fissi e costi variabili per determinare il margine di contribuzione e il reddito operativo.

I medesimi valori vengono calcolati periodicamente con il controllo di gestione nel caso di impresa in attività, allo scopo di assicurare il regolare funzionamento dell’organizzazione e la sua solvibilità nel tempo.

Differenza costi fissi e costi variabili

Per quanto riguarda i costi fissi, si definiscono tali quei costi il cui valore non dipende dal livello della produzione realizzata, ovvero dal quantitativo di prodotti /servizi che l’impresa produce/fornisce.

In sostanza i costi fissi rimangono tali sia che l’azienda non produca nulla, sia che l’azienda produca a pieno regime.

Graficamente i costi fissi vengono rappresentati come segue:

Grafico costi fissi

Come si può vedere dal grafico, all’aumentare della quantità prodotta, il valore dei costi rimane invariato (fisso).

Contrariamente invece i costi variabili sono quelli che variano al variare del livello della produzione realizzata, ossia del quantitativo di prodotti /servizi che l’impresa produce/fornisce.

Quindi i costi variabili saranno pari a zero qualora l’azienda non produca nulla, viceversa saranno massimi nel momento in cui la produzione è a pieno regime.

A livello grafico i costi variabili hanno la seguente rappresentazione:

Grafico costi variabili

E’ possibile osservare come al crescere dei quantitativi realizzati dall’impresa, anche i costi in questo caso aumentino di valore.

La somma di costi fissi e costi variabili determina il costo totale.

Grafico costi totali

Costi semivariabili

In realtà, oltre alla classica distinzione tra costi fissi e costi variabili, nella contabilità direzionale si tiene conto anche di una categoria intermedia, ovvero quei costi detti semivariabili che sono in parte fissi e in parte variabili.

Esistono infatti dei costi che non sono al 100% fissi o al 100% variabili, bensì presentano una componente percentuale che può essere del 10%, 20%, 30%, ecc. appartenente all’una o all’altra tipologia.

In tal senso, un costo può essere all’80% fisso e al 20% variabile, oppure al 70% variabile e al 30% fisso, ecc.

Il calcolo di tali percentuali deve essere fatto in modo particolarmente attento e scrupoloso, al fine di ottenere a livello complessivo la più possibile corretta ripartizione dei costi.

Calcolo costi fissi e costi variabili

Il calcolo di costi fissi e costi variabili è piuttosto immediato, quando i costi sono nettamente dell’una o dell’altra categoria. Diventa invece più complesso nel momento in cui è necessario definire la suddivisione per calcolare i costi semivariabili.

Per i costi fissi totali si ha:

Cft= K

dove con K si intende un valore costante.

Per i costi variabili totali risulta:

Cvt = Cvu * Q

dove Cvu rappresenta il costo variabile per unità di prodotto e Q la quantità realizzata.

Esempi costi fissi e costi variabili

A titolo puramente esemplificativo, tra i più comuni costi fissi possono rientrare:

  • fabbricati;
  • macchinari;
  • affitti;
  • assicurazioni;
  • arredamenti;
  • servizi amministrativi;
  • personale interno;
  • sorveglianza.

Diversamente, tra i costi variabili si possono ritrovare:

  • materie prime;
  • semilavorati;
  • personale esterno;
  • lavorazioni esterne;
  • trasporti esterni.

Relativamente ai costi semivariabili si possono citare:

  • energia elettrica;
  • agenti di commercio con fisso più provvigioni;
  • contratti di fornitura con parte fissa e parte variabile;
  • gestione automezzi.

La distinzione tra costi fissi e costi variabili, considerando anche quelli semivariabili, non è sempre così netta, ma deve essere valutata attentamente caso per caso.

Riuscire a stabilire con precisione l’ammontare di costi fissi e costi variabili diventa determinante in quelle situazioni in cui è necessario intervenire per ridurre le spese a favore di una maggiore solidità aziendale.

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