Nuovo credito d’imposta ricerca e sviluppo, linee guida

Laboratorio per nuovo credito d'imposta ricerca e sviluppoChiarimenti per il nuovo credito d’imposta ricerca e sviluppo relativamente ai requisiti per l’accesso, alle modalità di calcolo e di utilizzo, alle possibilità di cumulo con altre agevolazioni, nonché agli adempimenti necessari per la fruizione.

Con la circolare n. 5/E, l’Agenzia delle Entrate in sinergia con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha fornito le linee guida per l’applicazione del nuovo credito d’imposta ricerca e sviluppo.

Tale circolare esplicativa segue il Decreto Ministeriale del 27 maggio 2015 che ha dato attuazione al bonus in oggetto.

Di seguito alcuni dei punti principali chiariti dall’Agenzia delle Entrate.

Beneficiari

Destinatarie del credito d’imposta sono tutte le imprese che investono in ricerca e sviluppo, indipendentemente dalla loro natura giuridica, dal settore in cui operano, dal regime contabile adottato e dalle dimensioni aziendali.

Possono beneficiare dell’incentivo anche gli enti non commerciali qualora esercitino un’attività commerciale, i consorzi, le reti di imprese e le imprese neo-costituite con attività intrapresa a partire dal 2015.

Cumulabilità e Patent box

E’ ammessa la cumulabilità del credito d’imposta con altri bonus, tra cui quello relativo agli investimenti in beni strumentali nuovi, previsto dall’articolo 18 del D.L. 91/2014.

I costi rilevanti ai fini dell’attribuzione del credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo, rilevano per il loro intero importo anche ai fini della determinazione del reddito detassato nel regime di Patent box.

Attività ammissibili

Si considerano ammissibili al nuovo credito d’imposta ricerca e sviluppo, le attività svolte anche in ambiti diversi da quello scientifico e tecnologico, atteso che, in linea generale, le attività di ricerca e sviluppo sono volte all’acquisizione di nuove conoscenze, all’accrescimento di quelle esistenti e all’utilizzo di tali conoscenze per nuove applicazioni.

Investimenti ammissibili

Per quanto riguarda le 4 categorie di spesa individuate dalla disciplina agevolativa, ossia:

  1. personale altamente qualificato;
  2. quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio;
  3. contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese;
  4. competenze tecniche e privative industriali;

l’imputazione degli investimenti in ricerca e sviluppo ad uno dei periodi di imposta di vigenza dell’agevolazione, avviene secondo le regole generali di competenza fiscale, previste dall’articolo 109 del TUIR, a prescindere dalla circostanza che il soggetto beneficiario applichi tale regola per la determinazione del proprio reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito.

Sulla base del criterio di imputazione temporale dei costi sancito dall’articolo 109 del TUIR, concorrono alla determinazione del nuovo credito d’imposta ricerca e sviluppo spettante nei singoli periodi agevolati, anche i costi capitalizzati.

Relativamente alla tempistica, sono agevolabili tutti gli investimenti effettuati durante il periodo di vigenza del beneficio, a prescindere dal momento in cui sono state avviate le relative attività di ricerca.

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