Reporting direzionale, il report della gestione aziendale

Report annuale aziendale per reporting direzionaleIn generale con il termine reporting si indica, a livello aziendale, l’attività di rappresentazione e comunicazione periodica dei risultati, mediante appositi report di gestione.

Il reporting direzionale permette ai dirigenti di avere a disposizione una sintesi delle informazioni necessarie per conoscere le performance dell’impresa, verificare lo scostamento fra gli obiettivi raggiunti e quelli previsti, e su tali basi prendere le opportune decisioni.

I dati presenti nei report derivano da rilevazioni e misurazioni effettuate nell’ambito del controllo di gestione, variamente rappresentate su supporti cartacei o informatici, e riferite a variabili ed indicatori chiave per l’organo amministrativo.

Il reporting direzionale non segue una normativa contabile esterna, ma attraverso l’impiego di strumenti della contabilità direzionale, si allinea ai principi definiti internamente dall’impresa.

Contenuto

Il sistema di reporting aziendale ha principalmente un contenuto di carattere economico-finanziario-patrimoniale, con riferimento a specifici centri di responsabilità (centri di costo, di ricavo, di profitto, di investimento), reparti, linee di prodotto, filiali, aree geografiche, ecc.

Non esiste per il reporting direzionale un contenuto standard e definito, in quanto il report deve essere adattato alla specifica realtà imprenditoriale, mettendo in luce gli elementi che il management desidera controllare e sui quali ha la possibilità di influire.

In tal senso, solitamente nei documenti presentati alla direzione vengono riportati stati patrimoniali e conti economici riclassificati secondo gli obiettivi conoscitivi, con evidenza di valori aggregati di particolare interesse. Si espongono inoltre budget e dati consuntivi, scostamenti, informazioni di tipo gestionale come per esempio, organico, quantità acquistate, costi e tempi.

Rilevanza meritano all’interno del report aziendale anche indicatori come il livello di redditività, di liquidità e di indebitamento, a corredo dei quali è frequente trovare analisi, pareri ed indicazioni.

Tutti gli elementi che compongono il documento sono in genere confrontati con i risultati conseguiti nello stesso periodo dell’anno precedente o di quelli passati, allo scopo di mostrare un quadro generale dell’andamento dell’unità economica.

Forma

L’aspetto e la struttura del report direzionale devono essere in grado di coniugare impatto visivo, immediatezza dell’informazione, semplicità e completezza, il tutto a favore della facilità di lettura e comprensione, agevolando così le decisioni dei responsabili.

L’attività di reporting direzionale si completa con la presentazione del relativo documento all’organo amministrativo, report che usualmente si compone di:

  1. tabelle di dati (stati patrimoniali e conti economici riclassificati, budget, valori a consuntivo, scostamenti);
  2. tabelle di indici (liquidità, redditività, indebitamento, produttività, struttura);
  3. grafici.
  4. analisi, pareri ed indicazioni.

Periodicità

Un fattore caratterizzante il sistema di reporting direzionale e la frequenza di presentazione dei report.

La cadenza temporale dipende dalle necessità informative tipiche di ciascuna impresa. Se il documento sintetizza le performance di una realtà organizzativa, può essere sufficiente una periodicità mensile, mentre se il report aziendale è finalizzato al controllo di cicli produttivi, può essere più indicata una frequenza settimanale se non giornaliera.

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